Promoter o campagna social?


Altro / martedì, Marzo 7th, 2017

Domenica scorsa mi è capitato di andare a fare un giro con i miei genitori in uno dei centri commerciali della zona di Rovigo, e mi è capitato di osservare l’attività di una promoter di uno studio dentistico fuori da un negozio di gioielli, e di riflettere sulla sua attività.
Questa ragazza che avrà avuto sulla trentina d’anni continuava incessantemente a incassare dei “No grazie!”, dei “Non ne ho bisogno!”, dei “Sono di fretta!”, e l’ho vista alquanto affranta e frustrata nel svolgere questa sua attività.
Solitamente non tendo a criticare l’operato di certe aziende perchè le mie competenze attuali non me lo permettono ancora, ma in quel momento ho pensato che avrei avuto piacere di condividere con voi una riflessione in merito a questa professione nell’era social in cui ci troviamo.

La domanda che mi sono posto, a cui ora provo a dare una risposta, e la domanda che pongo a voi che leggete è la seguente.
Per una azienda che deve investire del denaro in pubblicità, è meglio un/una promoter in un centro commerciale o una campagna social?

La risposta che mi sento di dare, forse per l’ambito con cui mi trovo in contatto quotidianamente, è che se fossi l’azienda in questione investirei lo stesso denaro su una campagna social, piuttosto che lasciare una persona per una giornata intera in un centro commerciale in quelle condizioni.
Proviamo a capire insieme quali possono essere i fattori a favore e quelli contro questa risposta.

Sicuramente la relazione faccia a faccia sta ancora al centro di tutto l’ecosistema in cui ci troviamo a vivere tutti i giorni, ma probabilmente l’idea che abbiamo in testa della figura della promoter è sbagliata, e è pure difficile cambiarla. Sono tutti di fretta, non hanno bisogno di sentirsi proporre qualcosa di interessante, ma se la sera appena finiscono di cenare, sedendosi in divano, si trovano un post sulla propria bacheca di Facebook probabilmente hanno il tempo per leggerlo.

Cercando nei vari siti in internet ho trovato che una promoter che lavora nella zona di Milano prende dai 45 ai 60 euro al giorno.
Ho provato a sponsorizzare un post della mia pagina di Facebook, e mettendo 50 euro, per una sola giornata, posso raggiungere dalle 14.000 alle 36.000 persone. Ora, mi chiedo, è possibile che una promoter riesca a raggiungere dalle 14.000 alle 36.000 persone in una sola giornata?

La mia riflessione in questo caso, si collega al mio articolo precedente in cui dico che a mio parere è necessaria una maggior cultura digital data l’era in cui ci troviamo attualmente e non va sicuramente a colpire quelle persone che (essendo senza lavoro) si mettono in gioco e svolgono questa attività, ma quanto alle aziende. E il mio consiglio (sempre con la massima umiltà date le mie competenze) è per quelle aziende che si trovano di fronte alla scelta del canale da utilizzare per la propria pubblicità. Se le promoter non hanno la stessa efficacia di un post sponsorizzato come si deve sui social principali, perchè continuate a investire su di loro? Perchè non acquisire al vostro interno un buon social media manager e arrivare alle persone direttamente con un mezzo diverso, più nuovo e probabilmente più efficace?

Rinnovatevi.

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